{"id":9389,"date":"2020-11-02T10:16:00","date_gmt":"2020-11-02T09:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/?p=9389"},"modified":"2021-02-17T23:31:35","modified_gmt":"2021-02-17T22:31:35","slug":"attention-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/attention-economy\/","title":{"rendered":"Conquista il cliente: sfrutta l&#8217;Attention Economy"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-medium\"><img decoding=\"async\" width=\"240\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-240x300.jpg\" alt=\"attention economy\" class=\"wp-image-9391\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-768x960.jpg 768w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-1229x1536.jpg 1229w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-1638x2048.jpg 1638w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-610x763.jpg 610w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1-1080x1350.jpg 1080w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/attention-economy-scaled-1.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In un mondo che gira sempre pi\u00f9 in fretta e nel quale l&#8217;utente \u00e8 sempre pi\u00f9 distratto da un <em>overload<\/em> di informazioni, ecco come conquistarlo. Si chiama <strong>attention economy<\/strong> e considera &#8220;<em>l&#8217;attenzione umana come una merce scarsa, applicando la teoria economica per risolvere vari problemi di gestione delle informazioni<\/em>&#8221; (Wikipdia). Cerchiamo di capire insieme qualche dettaglio in pi\u00f9 e scoprire come puoi conquistare il cliente nella giungla di <strong>informazioni<\/strong>, <strong>notifiche<\/strong> e<em><strong> spam<\/strong><\/em> che ci circonda.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;attention economy o economia dell&#8217;attenzione<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;American Psychological Association definisce l&#8217;attenzione come &#8220;<em>uno stato in cui le risorse cognitive sono focalizzate su alcuni aspetti dell&#8217;ambiente piuttosto che su altri<\/em>&#8220;. L&#8217;attenzione si presenta in molte forme: amore, riconoscimento, obbedienza e aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, l&#8217;attention economy parte dal presupposto che la rapida crescita delle informazioni (epoca nella quale viviamo) provoca negli utenti <strong>scarsit\u00e0 di attenzione<\/strong>. Il primo a parlare di economia dell&#8217;attenzione \u00e8 stato <strong>Hebert A. Simon<\/strong>, economista e psicologo nel 1971 e poi sviluppato da strateghi del calibro di <strong>Michael Goldhaber<\/strong> (1997).<\/p>\n\n\n\n<p>Goldhaber aveva a suo tempo avvertito che a livello internazionale ci si sta spostando <strong>da un&#8217;economia basata sui materiali a un&#8217;economia basata sull&#8217;attenzione<\/strong>. Le stesse carriere emergenti lavorano con le informazioni. Questa trasformazione viene anche definita come economia dell&#8217;informazione. Goldhaber dice di pi\u00f9: viviamo nell&#8217;economia dell&#8217;attenzione perch\u00e9 non \u00e8 l&#8217;informazione ad essere scarsa, ma l&#8217;attenzione degli utenti\/clienti. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, per ottenere azioni di marketing efficaci, <strong>l\u2019attenzione dell\u2019utente deve essere acquisita<\/strong>. Pi\u00f9 l&#8217;informazione che fornisci \u00e8 rilevante, pi\u00f9 il tuo <em>target<\/em> ti dar\u00e0 attenzione. Tutto qui? Pi\u00f9 o meno s\u00ec. Ma non \u00e8 facile metterlo in pratica. Ci sono riusciti molto bene i <strong>motori di ricerca<\/strong> che hanno fatto della<strong> pertinenza <\/strong>uno dei loro principi cardine. Infatti, mostrando risultati di ricerca pertinenti e affini al &#8220;<em>search intent<\/em>&#8221; dell&#8217;utente, vengono messe in evidenza proprio le informazioni che l&#8217;utente cerca.<\/p>\n\n\n\n<p>Praticamente l&#8217;attenzione del cliente essendo scarsa e contesa \u00e8 diventata una sorta di valuta su cui si impernia tutta la comunicazione pubblicitaria e il marketing in generale, sia sul web che sulle piattaforme <em>social.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/come-aumentare-i-clienti\/\">Come aumentare i clienti usando i social<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/marketing\">Attention economy sui social<\/a>: fanno a gara per averti. Ci hai mai fatto caso?<\/h2>\n\n\n\n<p>Chi oggi non conosce i principali <em>social network<\/em>? Chi non li usa almeno qualche decina di minuti ogni giorno? (In realt\u00e0 molti molti minuti di pi\u00f9 che una manciata!). Bene. Loro, i <em>social<\/em>, <strong>fanno a gara per avere la tua attenzione <\/strong>(che poi &#8220;rivendono&#8221; sotto forma di campagne pubblicitarie a pagamento alle aziende). Fanno a gara per averti e lo fanno in diversi modi insidiosi. <strong>Facebook <\/strong>ti parla come un amico premuroso. La tua bacheca, infatti, esordisce sempre con un: &#8220;<em>A cosa stai pensando?<\/em>&#8220;. <strong>Instagram<\/strong> utilizza immagini per far s\u00ec che le persone desiderino una vita migliore. <strong>LinkedIn<\/strong> sfrutta il bisogno umano di accettazione sociale. <strong>YouTube e Netflix<\/strong> riproducono il video o l&#8217;episodio successivo prima ancora che tu abbia deciso di guardarlo. <strong>Snapchat<\/strong> utilizza sequenze giornaliere per costringere i giovani a usarlo ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, ogni rete utilizza una combinazione di elementi come reazioni,<strong> <em>emoji<\/em><\/strong>, <strong>tag<\/strong>, <strong>condivisioni <\/strong>ecc., <strong>per tenerti impegnato il pi\u00f9 a lungo possibile<\/strong>. Nel frattempo che &#8220;giochi&#8221; sui <em>social<\/em> sai che fai? Rilasci informazioni su di te e questo aiuta la <strong>profilazione. <\/strong>Aiuta i <em>social<\/em> (e quindi le aziende che hanno una presenza <em>social<\/em>) a <strong>rilasciare contenuti in linea con le tue ricerche.<\/strong> Contenuti che, finalmente e giustamente, sono in grado di <strong>catturare la tua attenzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/nuove-emoji\/\">Social media marketing, usa emoji e emoticons in modo corretto<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa puoi fare tu per la tua attivit\u00e0 secondo l&#8217;attention economy?<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo il giornalista <strong>Julius Gregory<\/strong>, l&#8217;economia dell&#8217;attenzione ha oggi influenzato diversi aspetti del <em>business<\/em>. Quindi, nella tua attivit\u00e0, ecco <strong>quello che puoi fare per renderti visibile<\/strong> e ottenere dei risultati aziendali (maggior <em>brand awareness<\/em>, maggior fatturato, ecc).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1) Sii pertinente<\/h3>\n\n\n\n<p>Profila o fai profilare accuratamente il tuo <em>target<\/em>. Questo ti permette di essere pertinente al momento di immettere online i tuoi contenuti pubblicitari. Scrive Gregory: &#8220;<em>Se un consumatore non trova quello che sta cercando in un sito, \u00e8 probabile che andr\u00e0 a cercare in un altro sito che sia in grado di dargli le informazioni di cui ha bisogno. Il contenuto creato deve, quindi, essere altamente pertinente per l&#8217;utente<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2) Stocca risorse in base alla domanda<\/h3>\n\n\n\n<p>E&#8217; la <em><strong>domanda<\/strong><\/em> a determinare le pratiche di gestione aziendali. Se hai un <em>e-commerce, <\/em>ad esempio, assortisci il tuo catalogo in base alla domanda, in base \u2013 cio\u00e8 \u2013 a ci\u00f2 che gli utenti cercano in rete e al tuo <em>target<\/em> di riferimento. Magari seguendo le tendenze del momento e assecondandole anche durante i periodi dell&#8217;anno. &#8220;<em>Le imprese sopravvivono in base all&#8217;attenzione che riescono a ricavare dai consumatori\/utenti<\/em>&#8221; scrive Gregory. <strong>L&#8217;attenzione quindi \u00e8 una ricchezza per la tua attivit\u00e0<\/strong>: cerca di ottenerla e poi di difenderla.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3) Non spammare<\/h3>\n\n\n\n<p>Il costo irrisorio dell&#8217;<strong>e-mail marketing<\/strong> \u00e8 spesso un <em>boomerang<\/em>. Mandare una mail<em> one-to-all<\/em> non \u00e8 la strategia vincente per ottenere attenzione. Certo, qualcuno secondo statistica, pu\u00f2 anche rispondere alla tua chiamata ma non \u00e8 cos\u00ec che incrementerai la tua <em>brand awareness<\/em> e il tuo fatturato. <strong>Crea e coltiva una nicchia e poniti in ascolto<\/strong>. Cos&#8217;\u00e8 che la gente vuole, cos&#8217;\u00e8 che cerca? Poi attrezzati per fornire la risposta al bisogno: che sia una informazione, un prodotto o un servizio. Impostare una comunicazione <em>ad hoc <\/em>in una campagna di e-mail marketing indirizzata esclusivamente alla tua nicchia pu\u00f2 essere una strategia vincente.<\/p>\n\n\n\n<p>Non hai tempo o non hai pratica? Affidati ad un professionista<em> freelance <\/em>esperto di marketing, di <em>profilazione <\/em>e di<em><strong> social media management. <\/strong><\/em>Potrebbe essere l&#8217;investimento giusto per fare, finalmente, il salto di qualit\u00e0 nel mondo dell&#8217;attention economy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo che gira sempre pi\u00f9 in fretta, se vuoi aumentare la tua brand awareness e il tuo fatturato, punta sull&#8217;attention economy. Scopri cos&#8217;\u00e8 qui <\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":9391,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[20],"tags":[21],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9389"}],"collection":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9389"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10343,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9389\/revisions\/10343"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}