{"id":6683,"date":"2019-06-04T09:11:17","date_gmt":"2019-06-04T07:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/?p=6683"},"modified":"2021-02-17T23:33:05","modified_gmt":"2021-02-17T22:33:05","slug":"tecniche-seo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/tecniche-seo\/","title":{"rendered":"Ottimizzare i Contenuti: 4 Tecniche SEO (Black Hat) completamente inefficaci"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6684 size-medium\" title=\"tecniche SEO\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-300x172.png\" alt=\"tecniche SEO\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-300x172.png 300w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-1024x586.png 1024w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-768x439.png 768w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-610x349.png 610w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO-1080x618.png 1080w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/tecniche-SEO.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Parliamo ancora di tecniche SEO per l&#8217;ottimizzazione dei contenuti, e quindi implicitamente anche di tecniche <em>black hat<\/em>, con l&#8217;obiettivo di creare la consapevolezza che spesso queste tecniche vengono applicate in maniera non volontaria. Semplicemente perch\u00e9 si fa un uso poco consapevole del SEO classico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 espone il proprio sito alla possibilit\u00e0 di essere pesantemente <strong>penalizzato<\/strong> per mano dei motori di ricerca stessi. Google come le altre societ\u00e0 che fondano il loro <em>business<\/em> sui motori web, sono alla costante ricerca di <strong>soluzioni per combattere l&#8217;applicazione di tecniche poco ortodosse<\/strong>. Mettere in atto tecniche per raggirare i bot, anche se in maniera involontaria, pu\u00f2 portare a pesanti penalizzazioni a livello di posizione nelle SERP se non addirittura alla completa cancellazione del sito dai motori di ricerca.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In questo articolo, per scoraggiare ulteriormente l&#8217;uso di questa pratica, questa volta intesa come <em>volutamente<\/em> applicata, riportiamo alcune delle tecniche SEO che, a seguito di evoluzione degli <strong>algoritmi di Google<\/strong>&amp;Co, sono oggi giorno completamente inefficaci e facilmente riconoscibili.<\/p>\n<h3>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Commenti massivi su blog e forum<\/h3>\n<p>Fino a poco tempo fa una tecnica molto utilizzata e famosa di<strong> Black Hat SEO<\/strong> consisteva nel commentare in maniera massiva su tutti i blog di settore, inserendo nel commento il link alla pagina (o alle pagine) delle quali si voleva favorire il posizionamento. Spesso venivano impiegati strumenti automatici di creazione dei contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/black-hat-seo\/\">Black Hat SEO, non seguire queste 7 regole<\/a><\/p>\n<p>La tecnica \u00e8 oggi diventata inutile sia perch\u00e9 gli stessi amministratori di blog e forum hanno attivato il tag <strong>&#8220;nofollow&#8221;<\/strong> sui link inseriti dagli utenti (<em>nofollow<\/em> istruisce il bot a <strong>non indicizzare<\/strong> il sito di destinazione quando incontra un link in pagina), sia perch\u00e9 molti degli algoritmi di posizionamento ormai hanno abbassato l&#8217;interesse su questo tipo di riferimenti. Sicuramente, per\u00f2, lasciare i riferimenti al proprio sito su blog e forum di settore, in maniera non massiva, pu\u00f2 ancora avere i suoi vantaggi.<\/p>\n<h3>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Desert scraping<\/h3>\n<p>E&#8217; una tecnica che consiste nell\u2019acquistare, su piattaforme dedicate a tale scopo, domini scaduti e mai rinnovati che trattavano argomenti pertinenti con il sito da posizionare. Su questi siti viene poi inserito un <strong>redirect 301<\/strong> verso le pagine da spingere cos\u00ec da acquisire tutti i <strong><em>backlink<\/em><\/strong> del sito originale.<\/p>\n<p>Questa tecnica \u00e8 da evitare per i seguenti motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>i motori di ricerca si sono ormai specializzati nell&#8217;individuare i redirect &#8220;sospetti&#8221;<\/li>\n<li>si rischia di acquistare domini scaduti nei quali erano ospitati siti penalizzati dai motori di ricerca<\/li>\n<li>si rischia di acquistare domini scaduti che avevano un profilo di <em>backlink <\/em>di scarsissima qualit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se non si esagera con gli acquisti (in termini di quantit\u00e0), al punto si attirare l&#8217;attenzione dei team specializzati nello scovare i siti che applicato il Black Hat SEO, ci sono strumenti appositi, come Majestic SEO, che consentono di verificare lo stato di un dominio non rinnovato e la qualit\u00e0 dei suoi <em>backlink<\/em>.<\/p>\n<h3>3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Link injection<\/h3>\n<p>Tecnica molto spinta che consiste nello <em>hackerare<\/em> siti autorevoli andando ad <strong>iniettare <em>backlink<\/em><\/strong> al sito del quale si vuole spingere il posizionamento. E&#8217; una tecnica che richiede, grazie all\u2019impiego di <em>tool<\/em> automatici, poco <em>effort<\/em> in termini di tempo e denaro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 evitare questa tecnica? Prima di tutto perch\u00e9 <em>hackerare<\/em> i siti degli altri oltre ad essere terribilmente poco etico, \u00e8 <strong>illegale<\/strong>. Inoltre imparare ad <em>hackerare<\/em> un sito costa impegno, studio e fatica; se ci si vuole rivolgere ad un &#8220;professionista&#8221;, un <em>hacker<\/em> costa parecchio. Per non parlare del fatto che i siti pi\u00f9 autorevoli (e maggiormente presi di mira) si dotano di strumenti appositi per riconoscere attivit\u00e0 di questo tipo. In questo caso oltre alle penalizzazioni dei motori di ricerca si devono mettere in contro anche eventuali azioni legali intraprese dai siti danneggiati.<\/p>\n<h3>4)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cloaking<\/h3>\n<p>Consiste nel creare una pagina dedicata ai bot del motore di ricerca che ha contenuto completamente differente rispetto alla pagina che verr\u00e0 poi mostrata all&#8217;utente umano. Il <em>server<\/em> riconosce il bot, distinguendolo da un navigatore umano, e restituisce una pagina apposita. Un esempio pratico: servire al bot una pagina a tema &#8220;contenuti Disney&#8221; e all&#8217;utente una pagina a &#8220;contenuti pornografici&#8221;. Le tecniche per identificare il bot si basano in genere su <strong>user-agent<\/strong> o <strong>indirizzo IP<\/strong>. Questa tecnica va evitata perch\u00e9 molto monitorata dai team sicurezza che lavorano ai vari motori di ricerca. Google, in particolare, \u00e8 in prima linea nella lotta contro i siti che applicano tale tecnica.<\/p>\n<h2>La bacchetta magica non c&#8217;\u00e8: le tecniche SEO sui contenuti vanno aggiornate costantemente<\/h2>\n<p>La <strong>SEO<\/strong> (<em>Search Engine Optimization<\/em>) \u00e8 un insieme di regole che governa il modo in cui il nostro sito internet si posiziona tra i risultati dei motori di ricerca.<\/p>\n<p>I vari motori di ricerca (come ad esempio Google, Yahoo, Altavista, \u2026) scansionano e analizzano le migliaia e migliaia di pagine web servendosi di bot, ovvero di <strong>algoritmi automatici<\/strong> e ben definiti, che le indicizzano e ne determinano il posizionamento nella propria <strong>SERP <\/strong>(<em>Search Engine Result Page<\/em>).<\/p>\n<p>Le linee guida per ottenere un buon posizionamento sono davvero tante e, considerando anche la spietata concorrenza, nonch\u00e9 il tempo che serve ai bot per analizzare le migliaia e migliaia di pagine Internet, fa si che ottenere un certo posizionamento non sia cosa facile, non sia immediato (pu\u00f2 richiedere mesi, se non addirittura anni) e richieda di rivedere contenuti, <strong>keywords<\/strong> e <strong>meta-informazioni<\/strong> delle proprie pagine pi\u00f9 e pi\u00f9 volte nel tempo.<\/p>\n<p><em>Guest post a cura di Alessio Amato<\/em>    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se stai ottimizzando i contenuti del tuo sito o blog leggi queste 4 tecniche SEO (Black Hat) pericolose e inefficaci. Sapevi che la SEO va sempre aggiornata?<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":6684,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[34,16],"tags":[35,31],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6683"}],"collection":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6683"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10765,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6683\/revisions\/10765"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}