{"id":5968,"date":"2019-02-22T08:20:35","date_gmt":"2019-02-22T07:20:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/?p=5968"},"modified":"2021-02-17T23:33:08","modified_gmt":"2021-02-17T22:33:08","slug":"creare-un-sito-web-multilingua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/creare-un-sito-web-multilingua\/","title":{"rendered":"Creare un Sito web multilingua: gli 8 errori SEO pi\u00f9 comuni"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-5971 size-medium\" title=\"creare un sito web multilingua\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-300x240.jpg\" alt=\"creare un sito web multilingua\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-300x240.jpg 300w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-768x614.jpg 768w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-1536x1229.jpg 1536w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-610x488.jpg 610w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua-1080x864.jpg 1080w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/creare-un-sito-web-multilingua.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Creare un sito web multilingua, sia che si tratti di un sito <em>Ecommerce<\/em> oppure di un portale di servizi, richiede un&#8217;attenta analisi di mercato al fine di conoscere al meglio il proprio target o <strong><em>Buyer Personas<\/em><\/strong>. Nei siti multilingua occorre, per\u00f2, tener conto di molte altre variabili e parametri. Vediamo, dunque, gli errori pi\u00f9 diffusi e, soprattutto, come evitarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h2><strong>Errore 1: Utilizzare un dominio non internazionale nel creare un sito web multilingua<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 uno degli errori pi\u00f9 gravi. Se abbiamo un sito in .<strong>it<\/strong> non appariremo fuori dal territorio italiano, a meno che non ci cerchino digitando il sito completo. Se il nostro sito \u00e8 nato in .it possiamo sempre acquistare un dominio in .com o qualunque TLD internazionale e fare, dal file <strong>.HTACCESS<\/strong>, un bel Redirect 301 pagina per pagina (mi raccomando di non mandare tutto alla Home Page!) e il gioco \u00e8 fatto!<\/p>\n<p>Esempio:<\/p>\n<p>redirect 301 \/ https:\/\/www.nuovodominio.com<\/p>\n<p>redirect 301 \/chi-siamo\/ https:\/\/www.nuovodominio.com\/chi-siamo<\/p>\n<p>redirect 301 \/contatti\/ https:\/\/www.nuovodominio.com\/contatti<\/p>\n<h2><strong>Errore 2: Non utilizzare URL differenti per ciascuna lingua del sito<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 decisivo che ogni lingua corrisponda ad una specifica URL (ad esempio, la versione inglese del sito potr\u00e0 essere gestita su un TLD .com o .co.uk, mentre la versione italiana verr\u00e0 gestita in un dominio con TLD .it). Non \u00e8 invece consigliabile basarsi su un <strong>crawling local-adaptive<\/strong> che, in base all&#8217;IP address, cerca di identificare il paese e la lingua di provenienza per mostrare il contenuto pi\u00f9 pertinente sulla medesima URL. Questo perch\u00e9, come indicato nelle linee guida di Google, i <strong>Googlebot<\/strong> utilizzano un IP localizzato negli Stati Uniti: in altri termini le altre versioni del sito non verrebbero mai indicizzate correttamente. Attenzione a questo aspetto, dunque, nel creare un sito web multilingua<\/p>\n<h2><strong>Errore 2: Sbagliare la strategia di marketing<\/strong><\/h2>\n<p>La corretta pianificazione, nel creare un sito web multilingua, \u00e8 decisiva. Innanzitutto occorre valutare se \u00e8 il caso di ragionare in base alla <strong>nazione di provenienza<\/strong> o, piuttosto, in base alla <strong>lingua<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel secondo caso, si potrebbe incorrere in alcuni spiacevoli errori di traduzione: basti pensare che, in un sito destinato agli utenti di lingua inglese (parlata nel Regno Unito e negli USA), sussistono termini differenti per identificare lo stesso oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/traduttore-preciso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;importanza di una traduzione accurata <\/a><\/p>\n<p>La lingua americana presenta circa 4.000 termini differenti rispetto all&#8217;inglese britannico. Non solo, anche dal punto di vista ortografico, vi sono differenze sostanziali tra le due lingue. Dunque, se il sito \u00e8 destinato ad utenti provenienti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, sarebbe pi\u00f9 utile gestire versioni differenti in base al Paese di origine, piuttosto che sulla base della lingua parlata. Lo stesso accade con la <strong>lingua francese<\/strong>, parlata in Francia, ma anche in Canada e in una specifica zona della Svizzera.<\/p>\n<h2><strong>Errore 4: Utilizzare traduttori automatici per creare un sito web multilingua<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 fondamentale \u2013 per la traduzione corretta dei testi \u2013 affidarsi a <strong>traduttori madrelingua<\/strong> che siano in grado di presentare i contenuti nel modo migliore. \u00c8 importantissimo, al tempo stesso, effettuare la <strong><em>keyword analysis<\/em><\/strong> per ciascuna delle lingue del sito, evitando di eseguire una semplice traduzione delle parole chiave identificate per uno dei Paesi campione. Per fare un esempio concreto, la parola &#8220;maglione&#8221; in British viene pi\u00f9 comunemente tradotta con il termine &#8220;<em>jumper&#8221;<\/em>, mentre negli USA viene preferito il vocabolo &#8220;<em>sweater&#8221;<\/em>. Se non viene effettuata un&#8217;attenta analisi delle parole chiave e dei <strong>volumi di ricerca<\/strong>, si rischia di rispondere in maniera parziale ai <em>search intent<\/em> degli utenti. Lasciando che siano i <em>competitor<\/em> ad intercettare al meglio i loro bisogni. Ovviamente la traduzione dovr\u00e0 interessare, non soltanto i contenuti testuali delle diverse pagine del sito, ma anche le URL di categoria e tag, i meta tag, gli alt text delle immagini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Errore 5: Non utilizzare correttamente l\u2019attributo hreflang<\/strong><\/h2>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Utilizzare nel modo migliore il tag <em>hreflang<\/em><\/strong>, determinante per comunicare al motore di ricerca che una specifica pagina \u00e8 destinata ad un pubblico che parla una specifica lingua.<\/p>\n<p>Qui ci limitiamo a ricordare che, differentemente da quanto si pensa, il tag va adoperato sia nel caso in cui il sito presenti una <strong>suddivisione per cartelle<\/strong> (ad esempio, miosito.com\/en\/, miosito.com\/fr\/, etc.), sia nel caso in cui siano implementati <strong>domini e sottodomini diversi<\/strong> (come nel caso di miosito.it, miosito.co.uk, etc.). Ci\u00f2 consente di comunicare al <em>crawler<\/em> dei motori di ricerca che si tratta dello stesso sito, presentato in lingue differenti, a seconda del target di destinazione.<\/p>\n<p>Esempio:<\/p>\n<p>&lt;link rel=&#8221;alternate&#8221; href=&#8221;https:\/\/www.sito.it\/&#8221; hreflang=&#8221;it-it&#8221; \/&gt;<br \/>\n&lt;link rel=&#8221;alternate&#8221; href=&#8221;https:\/\/www.sito.uk\/&#8221; hreflang=&#8221;en-gb&#8221; \/&gt;<br \/>\n&lt;link rel=&#8221;alternate&#8221; href=&#8221;https:\/\/www.sito.fr\/&#8221; hreflang=&#8221;fr-fr&#8221; \/&gt;<br \/>\n&lt;link rel=&#8221;alternate&#8221; href=&#8221;https:\/\/www.sito.es\/&#8221; hreflang=&#8221;es-es&#8221; \/&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Errore 6: Non adoperare <em>tool<\/em> specifici per scovare gli errori pi\u00f9 comuni legati all&#8217;uso di hreflang<\/h2>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Grazie a un <em>tool di crawling<\/em> e analisi di un sito web, \u00e8 possibile verificare <strong>in modo semiautomatico<\/strong> se sono presenti errori e criticit\u00e0 relativi all\u2019uso del tag <em>hreflang.<\/em> In particolare \u00e8 possibile analizzare eventuali incongruenze con il <em>tag canonical,<\/em> la mancanza di tag di ritorno, errori nei codici lingua-regione e molto altro, come:<\/p>\n<ul>\n<li>problemi con i valori di <em>hreflang<\/em> inseriti<\/li>\n<li>conflitti all\u2019interno del codice sorgente per l&#8217;<em>hreflang<\/em><\/li>\n<li>link <em>hreflang<\/em> errati<\/li>\n<li>pagine a cui manca l&#8217;attributo <em>hreflang<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Errore 7: Non sfruttare Search Console per il <em>targeting<\/em> internazionale<\/strong><\/h2>\n<p>Nel creare un sito web multilingua, un altro dei <em>tool<\/em> fondamentali per attuare al meglio la propria strategia di internet marketing \u00e8 <strong>Google Search Console<\/strong>. Nella sezione &#8220;targeting internazionale&#8221; \u00e8 possibile consultare, ormai da alcuni anni, un rapporto che identifica eventuali errori presenti, come la mancanza del link di ritorno (se la pagina in italiano <em>linka<\/em> la pagina in inglese, deve valere anche il contrario) o l&#8217;utilizzo di codici errati.<\/p>\n<p>Sempre grazie a Google Search Console \u00e8 possibile verificare che le relative <strong>sitemap<\/strong>, per ciascuna lingua, siano correttamente presenti e implementate nel modo pi\u00f9 idoneo. Come indicato nelle guide online \u00e8 importante indicare che ogni risorsa \u00e8 relativa ad una specifica lingua, tramite il comando:<\/p>\n<p>&lt;xhtml:link<\/p>\n<p>rel=&#8221;alternate&#8221;<\/p>\n<p>hreflang=&#8221;de&#8221;<\/p>\n<p>href=&#8221;http:\/\/www.example.com\/deutsch\/page.html&#8221;\/&gt;<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>Errore 8: Non utilizzare il tag <em>canonical<\/em> per evitare duplicazioni di contenuto<\/strong><\/h2>\n<p>In alcuni casi, per esempio se si fa riferimento a siti <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/s\/ecommerce\"><strong><em>Ecommerce<\/em><\/strong><\/a><em>,<\/em> si potrebbe temere di incorrere in contenuto duplicato, soprattutto nel caso di un sito destinato a Paesi quali il Regno Unito, l&#8217;Australia o gli Stati Uniti, dove si parla la lingua inglese. In questi casi, \u00e8 molto probabile che le <strong>pagine relative a ciascun Paese siano molto simili tra loro<\/strong>, con piccole variazioni \u2013 come abbiamo visto \u2013 dovute a diversi modi di identificare lo stesso oggetto o differenze di ortografia.<\/p>\n<p>Tuttavia, in questa circostanza, se l&#8217;attributo <em>hreflang<\/em> \u00e8 applicato correttamente, Google e gli altri motori di ricerca non rileveranno alcuna duplicazione di contenuto. \u00c8 dunque sbagliato rendere canonica, per esempio, la pagina relativa al Regno Unito, a discapito delle stesse pagine destinate agli USA e all\u2019Australia<strong>. Ogni contenuto, infatti, sar\u00e0 considerato unico<\/strong> per quello specifico Paese di destinazione, senza alcuna necessit\u00e0 di implementare il tag <em>canonical.<\/em><\/p>\n<p>Esempio:<\/p>\n<p>link rel=&#8221;canonical&#8221; href=&#8221;https:\/\/www.sito.it\/pagina-canonica\/&#8221; \/&gt;<br \/>\ndove al posto di https:\/\/www.sito.it\/pagina-canonica\/ bisogna inserire l\u2019URL della pagina canonica.<\/p>\n<h2><strong>Conclusione<\/strong><\/h2>\n<p>Non \u00e8 facile fare <strong>SEO multilingua<\/strong>, soprattutto se si tralasciano questi 8 punti che, se fatti a monte, velocizzeranno il processo di indicizzazione del tuo sito e consentiranno l\u2019incremento delle <strong>conversioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Guest post a cura di Alessandro Lombardi<\/em>    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stai per creare un sito web multilingua? Attenzione alla SEO: il sito deve essere ottimizzato in tutto anche nella nuova lingua. Ecco gli 8 errori pi\u00f9 comuni<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":5971,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[34,43,16],"tags":[32,35,44],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5968"}],"collection":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5968"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10817,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5968\/revisions\/10817"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5971"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}