{"id":5908,"date":"2019-02-19T11:19:07","date_gmt":"2019-02-19T10:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/?p=5908"},"modified":"2021-02-17T23:33:08","modified_gmt":"2021-02-17T22:33:08","slug":"black-hat-seo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/black-hat-seo\/","title":{"rendered":"Black Hat SEO, non seguire queste 7 Regole (o il tuo Sito verr\u00e0 penalizzato)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-5909 size-medium\" title=\"black hat seo\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-300x254.jpg\" alt=\"black hat seo\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-300x254.jpg 300w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-1024x867.jpg 1024w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-768x650.jpg 768w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-1536x1301.jpg 1536w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-610x517.jpg 610w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo-1080x915.jpg 1080w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/black-hat-seo.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Pare che oggi internet (blog, siti, testi) dipenda inesorabilmente dalla <strong>SEO<\/strong>: <strong>successo, visibilit\u00e0, click, efficacia<\/strong>. La SEO, <em>Search Engine Optimization<\/em>, \u00e8 un insieme di regole, fondamentali per consentire ai motori di ricerca di fare uscire tra i primi risultati proprio ci\u00f2 che l&#8217;utente sta cercando. E, praticamente, rappresenta la linea guida che uno scrittore di contenuti (C<strong><em>opywriter, Ghostwriter, Content Writer<\/em><\/strong>) deve rispettare per poter rendere il testo ideale per essere pubblicato online. In questo modo i motori di ricerca scansionano e analizzano le pagine, le indicizzano e le pongono nelle prime posizioni delle SERP (<em>Search Engine Result Page<\/em>). Ma esiste un modo per ingannare tale analisi e <em>modificare<\/em> la graduatoria? La risposta \u00e8 s\u00ec e si chiama <strong>Black Hat SEO.<\/strong> Che rischi si corrono ad usarlo?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h2>Black Hat SEO, conviene rompere le regole? (Oggi no)<\/h2>\n<p>Corsi, seminari, oratori, parlano della SEO come fosse l&#8217;unica via possibile per poter piazzare un sito nelle prime posizioni dei risultati di ricerca, per essere individuato dagli <strong>spider di Google<\/strong>. In realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec, ma non al 100%. <strong>Scrivere in ottica SEO \u00e8 importantissimo<\/strong>, obbligatorio verrebbe da dire, ma bisogna tener presente che questa tecnica di scrittura prevede <strong>un&#8217;infinit\u00e0 di regole<\/strong> che non sempre possono essere applicate pedissequamente. Farlo, potrebbe significare ottenere l&#8217;effetto contrario. A volte, rompere le regole, \u00e8 la via del buonsenso che permette di raggiungere una maggior efficacia. Dopotutto anche nella fotografia vige la <em>regola dei terzi<\/em> come fosse imprescindibile, ma spesso, non rispettandola, si ottengono scatti incredibilmente sorprendenti. In un certo modo la <strong>Black Hat SEO<\/strong> porta ad applicare una tecnica di scrittura leggermente diversa dalla normale SEO, ma non \u00e8 priva di rischi. Quello pi\u00f9 grande? La penalizzazione del sito da posizionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/posizionamento-seo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Posizionamento SEO, quando e perch\u00e9 farlo<\/a><\/p>\n<h2>Perch\u00e9 si parla tanto di Black Hat SEO<\/h2>\n<p>La <strong>Black Hat SEO<\/strong> \u00e8 un insieme di tecniche create appositamente con lo scopo di <strong>ingannare i motori di ricerca<\/strong> per <strong>favorire il posizionamento<\/strong> di un sito internet o di una pagina web. Per creare traffico, visualizzazioni e comparire nelle prime posizioni dei risultati dei <em>Search Engine<\/em>, ci sono due vie:<\/p>\n<ul>\n<li>redigere testi di alta qualit\u00e0 e applicando la SEO correttamente<\/li>\n<li>agire con l&#8217;inganno applicando la SEO in modo parziale o addirittura radicale, trasgredendo alcune regole<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se fino a qualche tempo fa l&#8217;applicazione di tale strategia detta appunto Black Hat dava buon successo nel posizionamento nella pagine SERP, oggi la pratica diviene spesso <strong>inefficace<\/strong> e <strong>rischiosa<\/strong> a causa dell&#8217;evoluzione che i motori di ricerca hanno avuto in termini di algoritmi. Il Black Hat passa cos\u00ec per essere \u201cillecito\u201d e quindi penalizzato dai <em>Search Engine<\/em>. Chi opera secondo Black Hat SEO deve conoscere il metodo di ragionamento dell&#8217;algoritmo della ricerca e formulare un contenuto appositamente pensato con l&#8217;obiettivo di soddisfare i requisiti dell&#8217;algoritmo stesso.<\/p>\n<h2>7 Tecniche Black Hat che dovresti (comunque) conoscere, per evitare di commettere errori<\/h2>\n<p>Conoscere la Black Hat SEO e il modo con cui applicarla, aiuta pi\u00f9 che altro ad <strong>evitare di commettere gli errori<\/strong> che tale strategia genera. Se alcune <strong>regole SEO<\/strong> devono essere rispettate perch\u00e9 si identificano come\u00a0 base su cui costruire il <strong>contenuto web<\/strong>, altre possono essere riviste e &#8220;aggiornate&#8221; a seconda della tipologia di scritto e di argomento trattato.<\/p>\n<h3>1) Spinning di testi<\/h3>\n<p>Una delle regole SEO prevede l&#8217;aggiornamento dei contenuti. Google monitora costantemente il web alla ricerca di contenuti nuovi. Un &#8220;escamotage&#8221; \u00e8 quello di ingannare gli spider <strong>modificando solo alcune parole<\/strong> di un testo gi\u00e0 esistente nella stessa pagina web. In questo modo la regola SEO viene parzialmente elusa. Gli spider Google stanno per\u00f2 diventando molto intelligenti e riescono a riconoscere attraverso nuovi algoritmi se il contenuto in questione deriva da una modifica del precedente, <strong>misurando la percentuale di nuovo testo<\/strong> rispetto alla versione gi\u00e0 esistente. Un rinnovamento dei contenuti \u00e8 possibile farlo anche attingendo da pagine non pi\u00f9 indicizzate o da contenuti \u201cscaduti\u201d. Questa tecnica \u00e8 definita <strong>Desert scraping.<\/strong><\/p>\n<h3>2) Click Throught Rate<\/h3>\n<p>E&#8217; una procedura che consente di scalare rapidamente posizioni nelle pagine SERP dei motori di ricerca attraverso dei click fittizi. Basta un titolo accattivante per generare la curiosit\u00e0 e invitare l&#8217;utente al click. In questo caso la parola chiave del testo guadagna posizioni. Il contenuto, poi, non sar\u00e0 all&#8217;altezza del titolo e probabilmente nulla aggiunge a ci\u00f2 che gi\u00e0 si conosce. Un esempio sono i classici titoli su alcuni portali di gossip o di notizie.<\/p>\n<h3>3) Link Spam<\/h3>\n<p>E&#8217; possibile acquistare pacchetti di link, senza per\u00f2 conoscere la reale provenienza. Ci\u00f2 significa che sicuramente molti utenti migreranno verso il sito <em>linkato<\/em>, ma troppi collegamenti insospettiscono Google. Lo stesso vale se vengono commentati molti post sui social lasciando link &#8220;<em>no follow<\/em>&#8220;, che Google quasi nemmeno considera. Giusto utilizzare la tecnica del <em>link building<\/em> per sviluppare maggiore interazione tra pagine e testi, ma non bisogna abusarne. Pur rispettando la regola SEO, con la Black Hat si tende a rimandare a <strong>pagine inesistenti<\/strong> o <strong>a link corrotti<\/strong>, risultati che verrebbero considerati <strong>negativamente dai motori di ricerca<\/strong>. Piuttosto che &#8220;<em>linkare<\/em>&#8221; ad un sito concorrente oppure poco affidabile, o che ha valutazioni nettamente migliori di quello in oggetto, \u00e8 meglio soprassedere.<\/p>\n<h3>4) Link nascosti<\/h3>\n<p>Una tecnica &#8220;sottile&#8221; \u00e8 quella di celare il link all&#8217;interno del testo mascherandolo nella pagina, magari utilizzando lo stesso colore dello sfondo in modo che venga individuato solo al passaggio del mouse.<\/p>\n<h3>5) Cloaking<\/h3>\n<p>Una pagina viene appositamente creata per rispettare i parametri dei motori di ricerca per favorire il posizionamento SERP, ma la pagina &#8220;reale&#8221; presenta contenuti differenti. L&#8217;individuazione dello script diverso, consente a Google di intercettare &#8220;l&#8217;inganno&#8221;. Infatti \u00e8 proprio lo script che mostra allo spider una pagina differente da quella reale.<\/p>\n<h3>6) Doorway Page<\/h3>\n<p>Molto simile alla tecnica precedente. Lo scopo \u00e8 quello di fare in modo che il click di un utente su una pagina appositamente creata per ingannare i motori di ricerca, generi automaticamente un reindirizzamento ad un&#8217;altra pagina (quella \u201cvera\u201d che si vuole far leggere all&#8217;utente). Queste pagine contengono degli script appositi e sono create non per le letture degli utenti, ma esclusivamente per i motori di ricerca. Chi abusa del concetto, pu\u00f2 generare una <strong>Content Rich Doorways<\/strong>, ossia una pagina con un minimo di struttura che inganna i motori di ricerca senza generare il reidirizzamento.<\/p>\n<h3>7) Keyword Stuffing<\/h3>\n<p>Abusare delle<em> keyword<\/em> non \u00e8 mai positivo. Nonostante Google apprezzi la presenza di pi\u00f9 parole chiave, utilizzarne molte permette di ricevere un punteggio diverso che pu\u00f2 favorire l&#8217;indicizzazione. Oggi, per\u00f2, gli spider individuano se vi \u00e8 esagerazione e tendono a scartare contenuti troppo farciti di <em>keyword<\/em> ripetute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Ci\u00f2 che oggi pu\u00f2 essere efficace in termini di posizionamento, domani potrebbe non esserlo pi\u00f9 (o essere addirittura illecito)<\/h2>\n<p>Ovviamente esistono anche altre tecniche di <strong>Black Hat SEO<\/strong>. Alcune sono positive in quanto derivano da un&#8217;applicazione radicale e alla lettera (quasi estremizzata) della vera regola SEO. La maggior parte, per\u00f2, sono molto rischiose in termini applicativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Leggi anche <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/aumentare-tasso-conversione-seo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aumentare il tasso di conversione con la SEO<\/a><\/p>\n<p>Oggi i motori di ricerca hanno cambiato il loro modi di &#8220;leggere&#8221; e interpretare le pagine web, <strong>limitando molto l&#8217;efficacia di queste tecniche <em>borderline<\/em><\/strong>. Gli algoritmi sono sempre molto aggiornati e hanno la capacit\u00e0 di individuare gran parte dei testi che contengono una strategia poco naturale, come di raggiro, penalizzando il sito e restituendo un effetto boomerang. Quello che oggi una strategia di Black Hat SEO pu\u00f2 generare di positivo, domani potrebbe rivelarsi totalmente negativa perch\u00e8 i motori di ricerca aggiornano i loro spider e cambiano i criteri, senza che nessuno ne sia a conoscenza. Il sito sprofonder\u00e0 presto nei bassi fondi della graduatoria.<\/p>\n<p><em>Guest post a cura di Massimo Airoldi<\/em>    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tecniche Black Hat SEO sono oggi considerate illecite per far scalare ad un sito la SERP di Google. 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