{"id":3136,"date":"2018-04-02T15:43:34","date_gmt":"2018-04-02T13:43:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/?p=3136"},"modified":"2021-02-17T23:35:30","modified_gmt":"2021-02-17T22:35:30","slug":"visual-design-packaging","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/visual-design-packaging\/","title":{"rendered":"Visual Design, 3 Regole d&#8217;Oro del Packaging Vincente"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3138 size-medium\" title=\"visual design packaging\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-300x200.jpg\" alt=\"visual design packaging\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-300x200.jpg 300w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-768x512.jpg 768w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-610x407.jpg 610w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging-1080x720.jpg 1080w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/visual-design-packaging.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/s\/grafica-packaging\"><em><strong>Visual Design<\/strong><\/em><\/a> ha tanti meriti. Uno di questi \u00e8 senz&#8217;altro l\u2019aver contribuito a rivoluzionare i consumi, grazie all&#8217;invenzione di packaging (confezioni)\u00a0 sempre pi\u00f9 accattivanti e funzionali. Pensiamo in particolare a quelle degli alimenti. Tralasciando che i primi \u201cesperimenti\u201d di confezionamento furono fatti gi\u00e0 in epoca napoleonica per mettere a punto dei sistemi che consentissero al cibo destinato all&#8217;esercito di conservarsi nel tempo, il vero packaging cos\u00ec come noi lo intendiamo, debutta a met\u00e0 del XX secolo. E il suo debutto coincide con la nascita della grande distribuzione e lo sviluppo dell\u2019industria alimentare, nonch\u00e9 con il definitivo abbandono di una economia dei consumi basata sul sistema rurale e sull&#8217;auto produzione.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Lo zampino del visual design: il packaging da semplice imballaggio a veicolo della Brand Identity<\/h2>\n<p>Diciamolo pure, la funzione primaria del packaging (che a questo punto chiamiamo con il suo basico nome di imballaggio) serve per il trasporto e la conservazione delle merci. Imballaggio pu\u00f2 essere una semplice scatola di cartone o una busta di plastica o una bottiglia di vetro. Ma quando l\u2019imballaggio si trasforma in packaging? Quando la scatola di cartone, la busta di plastica o la bottiglia di vetro cominciano a <strong><em>produrre senso.<\/em><\/strong> Si trasformano cio\u00e8 in un veicolo di comunicazione che determina, distingue e rafforza una determinata <em>Brand Identity<\/em>. <strong>E rende il contenuto accattivante. E dunque desiderato. E dunque\u2026 acquistato!<\/strong><\/p>\n<p>In una corsia di supermercato stracolma di prodotti, deve pur esserci il colpo d\u2019occhio. L\u2019interesse del consumatore distratto o frettoloso si deve catturare. Altrimenti l\u2019acquisto sfuma e l\u2019anonimato incombe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Storia dei packaging che hanno fatto storia<\/h2>\n<p><strong>Coca-Cola, Barilla, Apple<\/strong>. Sono alcuni delle marche (che non hanno certo bisogno di presentazione) che hanno vinto la sfida commerciale con molti dei concorrenti anche grazie ad un packaging azzeccato. Un imballaggio, in altre parole, in grado di catturare l\u2019attenzione del cliente, trasmettendogli la <em>Corporate Identity<\/em> in modo visivo (e quindi immediato) e in grado, attraverso questo, di rafforzare la relazione di fiducia con il consumatore, spingendolo all&#8217;acquisto finale. In altre parole, il packaging attraverso lo studio di design, comunicazione e psicologia che ha alle spalle, mette in atto una vera e propria strategia commerciale.<\/p>\n<p>Alcune delle confezioni che oggi siamo abituati a dare per scontate, sono di recentissima introduzione sul mercato. Forse la pi\u00f9 \u201cantica\u201d tra queste \u00e8 la <strong><em>lattina.<\/em><\/strong> Inventata negli USA nel 1885, dal 1940 commercializza la birra in tutta Europa e nei decenni appena passati \u00e8 stata il simbolo giovanile per eccellenza. Alla lattina segue il<strong><em> tetrapack<\/em><\/strong>, ovvero la \u201cbusta del latte\u201d, nata in Svezia nel 1951 dall\u2019omonima ditta Tetrapack. La busta del latte altro non \u00e8 che una confezione di cartone che preserva il latte dai raggi solari, pesa poco, \u00e8 infrangibile ed elimina la pratica dei vuoti a rendere. Il terzo grande imballaggio che debutta \u00e8 la bottiglia in PVC. Siamo in Francia, a met\u00e0 degli anni &#8217;60, nel pieno del\u00a0<em>boom<\/em> delle materie plastiche. Sulla tavola dei consumatori sbigottiti arriva la <em>bottiglia in PVC d\u2019acqua minerale<\/em>: un\u2019innovazione in un mondo dominato dalle sole bottiglie in vetro la cui forma era standardizzata e per nulla comunicativa. \u201cL\u2019acqua era solo acqua senza marca, senza colore e senza qualit\u00e0 aggiuntive legate ai componenti\u201d scrive Stefania Bertani, Universit\u00e0 di Parma. Alzi la mano chi crede che oggi sia ancora cos\u00ec.<\/p>\n<h3>Coca\u2013Cola, da bottiglia a vero e proprio totem<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3141 size-medium\" title=\"coca cola packaging\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-coca-cola-223x300.jpg\" alt=\"coca cola packaging\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-coca-cola-223x300.jpg 223w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-coca-cola.jpg 362w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/>Benjamin Thomas, concessionario per la distribuzione negli USA della bibita, aveva richiesto \u201cuna bottiglia unica al mondo\u201d in grado di essere riconosciuta da chiunque anche al buio. Venne accontentato nel 1916 dalla <strong>Root Glass Company dell\u2019Indiana<\/strong>, che sforn\u00f2 la bottiglia Coca-Cola, rimasta praticamente immutata per quasi un secolo. Qui parlare di packaging ben riuscito \u00e8 forse persino riduttivo: la Coca-Cola non potrebbe esistere senza la sua bottiglietta e viceversa. Il segreto di un packaging cos\u00ec ben riuscito sta nell&#8217;abilit\u00e0 di aver saputo coniugare indissolubilmente il <strong>funzionale <\/strong>con il <strong>decorativo<\/strong> a tutto vantaggio del consumatore. L\u2019azienda, ben capito il valore che quel contenitore aveva assunto nell&#8217;immaginario collettivo, ha deciso di non modificarlo per quasi cent\u2019anni, rimanendo fedele ad un\u2019immagine dove forma e contenuto hanno raggiunto una simbiosi pressoch\u00e9 perfetta, di cui non esistono altri esempi.<\/p>\n<h3>Barilla, mezzo secolo di packaging vincente<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3140 size-medium\" title=\"barilla packaging\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-barilla-ilfattoalimentare-300x104.jpg\" alt=\"barilla packaging\" width=\"300\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-barilla-ilfattoalimentare-300x104.jpg 300w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-barilla-ilfattoalimentare.jpg 381w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Facciamo ora un salto a casa nostra. Nel 1952 <strong>Barilla<\/strong> confeziona la propria pasta in cartoni. Una normativa che render\u00e0 il confezionamento obbligatorio uscir\u00e0 in Italia solo nel 1968. Barilla ha precorso i tempi, affidando al <strong>grafico Erberto Carboni<\/strong> la realizzazione del suo primo pack. E dentro, ovviamente, c\u2019\u00e8 la pasta Barilla. Chi non ha mai visto nemmeno una volta il <em>muro blu<\/em> della <strong>pasta Barilla<\/strong> sugli scaffali dei supermercati? (a proposito, hai fatto caso che \u00e8 sempre ad altezza sguardo?). Il packaging blu fa il suo debutto nel 1956, 4 anni pi\u00f9 tardi della prima confezione di cartone. In mezzo secolo, il packaging Barilla non \u00e8 sostanzialmente cambiato. Carboni aveva compiuto un\u2019opera di alta sintesi grafica: faceva riconoscere la marca, rassicurava il consumatore sulla qualit\u00e0 del prodotto e aveva scelto il blu, perch\u00e9 azzurra era la carta per alimenti che i negozianti usavano fino al secondo dopoguerra per avvolgere la pasta.<\/p>\n<h3>Apple, il packaging della mela si fa \u201cimmediato\u201d<\/h3>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3142 size-full alignleft\" title=\"Apple ipad packaging\" src=\"https:\/\/www.addlance.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-Apple-iPad.jpg\" alt=\"Apple ipad packaging\" width=\"328\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-Apple-iPad.jpg 328w, https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/packaging-Apple-iPad-300x161.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/>Apple,<\/strong> nel suo quartier generale di Cupertino (USA), ha addirittura un intero laboratorio in cui vengono ideati (e successivamente testati) i packaging dei prodotti prima di essere immessi sul mercato. Qui c\u2019\u00e8 la cura del dettaglio fin quasi alla mania, con l\u2019unico scopo di <strong>trasmettere immediatezza<\/strong> al consumatore (<em>must <\/em>sul quale in effetti si basa tutto il mondo Apple). L\u2019aneddoto, che nessuno sembra aver smentito, \u00e8 contenuto nel libro \u201c<strong>Inside Apple<\/strong>\u201d scritto da <strong>Adam Lashinsky:<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer comprendere pienamente quanto i dirigenti Apple prendano seriamente la cosa, sappiate che un <strong>designer di confezionamento<\/strong> \u00e8 stato rintanato in questa stanza per mesi eseguendo il pi\u00f9 banale dei compiti: aprire scatole\u00bb ha scritto l\u2019autore. E nessuno stenta a crederci dato che il packaging dell\u2019iPad \u00e8 stato imitato anche da Samsung uno dei <em>competitor <\/em>diretti di Apple nel campo dell\u2019hi-tech. Apple, certo, \u00e8 una delle marche contemporanei che si citano pi\u00f9 spesso ad esempio quando si parla di <em>brand identity<\/em> e di <em>graphic design<\/em>. Conosci gi\u00e0 la <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/blog\/italiano-storia-curiosita-e-significato-del-logo-apple\/\">storia e le curiosit\u00e0 del logo Apple<\/a>?<\/p>\n<h2>Visual design, le tre regole d\u2019oro del packaging vincente<\/h2>\n<p>Oltre a proteggere il prodotto e a facilitarne il trasporto, cose che pu\u00f2 fare benissimo un imballo anonimo, il packaging, per essere vincente deve:<\/p>\n<ol>\n<li>Distinguere<\/li>\n<li>Incuriosire<\/li>\n<li>Comunicare<\/li>\n<\/ol>\n<p>Diciamo che sono queste le tre regole d\u2019oro da seguire.\u00a0 E qui entra in gioco il <em>visual design<\/em> con tutto il suo corteo di simboli, di emozioni, di associazioni mentali.<\/p>\n<ol>\n<li>La tua confezione ti deve <strong><em>distinguere<\/em><\/strong>. Da chi? Dai competitor. Che sono l\u00ec da prima di te. Che arrivano dopo e che cercano di imitarti. Ti deve distinguere affinch\u00e9 il consumatore possa scegliere te. E te soltanto.<\/li>\n<li>La tua confezione deve incuriosire. Non spiattellare sulla confezione tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 da capire (o da vedere): non spinge il consumatore a prendere in mano la confezione per saperne di pi\u00f9. D\u00ec il giusto, il tanto che basta.<\/li>\n<li>Infine, la tua confezione deve <strong><em>comunicare<\/em><\/strong>. Il band, i valori aziendali e le caratteristiche del prodotto.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo proposito nell\u2019ideazione del packaging, il <em>visual design<\/em> deve tenere conto del <strong>colore<\/strong>, che deve essere coerente con il prodotto (insomma, una bottiglia completamente nera per l\u2019acqua minerale non \u00e8 un granch\u00e9, diciamocelo) e dei <strong>simboli <\/strong>che in un solo colpo d\u2019occhio (quello dato dal consumatore distratto e frettoloso) devono comunicare la <a href=\"https:\/\/www.addlance.com\/s\/logo-ed-immagine-coordinata\"><em>Brand Identity<\/em><\/a> e l\u2019<strong>etichetta<\/strong>. L\u2019etichetta \u00e8 importante perch\u00e9 in essa devono essere riportate tutte le informazioni previste dalle normative di riferimento.<\/p>\n<p>D\u00ec un po\u2019, adesso stai pensando anche tu al packaging per i tuoi prodotti?    \t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Visual Design ha tanti meriti. Uno di questi \u00e8 senz&#8217;altro l\u2019aver contribuito a rivoluzionare i consumi, grazie all&#8217;invenzione di packaging (confezioni)\u00a0 sempre pi\u00f9 accattivanti e funzionali. Pensiamo in particolare a quelle degli alimenti. Tralasciando che i primi \u201cesperimenti\u201d di confezionamento furono fatti gi\u00e0 in epoca napoleonica per mettere a punto dei sistemi che consentissero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[27,29,20],"tags":[28,46,30],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3136"}],"collection":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3136"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10972,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3136\/revisions\/10972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/seven.addlance.com\/beta\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}